Ama il prossimo tuo come te stesso

Tutto è interconnesso, sempre. Siamo responsabili di tutto ciò che accade nel nostro universo, sempre. Siamo quindi responsabili anche di ciò che avviene al prossimo, sempre. Abbiamo già parlato del fatto che il mondo che percepiamo come al di fuori di noi, in realtà segua fedelmente la nostra realtà interiore.

Man mano che si lavora su se stessi, cominciano a diventare evidenti le interconnessioni tra gli stati d'animo, i pensieri, le altre persone ed arrivano anche le prime risposte alle domande che tutti ci siamo posti, come il classico "Perché proprio a me?".

All'inizio si comincia ad intuire che ciò che prima chiamavamo coincidenze, in realtà non sono affatto tali, diviene chiaro che si tratta di qualcosa che abbiamo in qualche modo desiderato.

Col tempo diviene automatico collegare i macro eventi sincroni, rendendoci conto che anche gli accadimenti che riteniamo più banali hanno un forte significato. Diventa chiaro che il caso non esiste ed è proprio a questo punto che si manifestano i cambiamenti più interessanti.

Grazie alla legge dell'attrazione attiriamo ciò che a noi è simile, allo scopo di mostrare a noi stessi ciò che siamo, utilizzando il nostro prossimo come uno specchio. 

Grazie al nostro cervello invece riconosciamo o scartiamo una pagina web in circa tre secondi.

Perciò, per il solo fatto che ti sia fermato a leggere questo post significa che in cuor tuo sei pronto per iniziare un percorso, altrimenti saresti già tornato su Facebook.

Ogni qual volta riconosciamo un difetto in qualcuno, ogni qual volta proviamo rabbia, amore, passione, tristezza, schifo, vergogna, entusiasmo o qualsiasi altra sensazione nei confronti di una situazione, ci stiamo specchiando nell'oceano del nostro universo.

Siamo noi quel qualcuno. Quella situazione l'abbiamo creata noi. Qualsiasi sia la causa che ha suscitato in noi un emozione, ce ne rendiamo conto perché in qualche modo ci appartiene. 

Attenzione quindi a come pensiamo, parliamo ed agiamo, perché ciò comporta un azione su noi stessi e non necessariamente da parte di chi abbiamo di fronte. 

Ama il prossimo tuo come te stesso

Una delle frasi più belle della Cristianità dela una seconda verità: non è per buonismo che dobbiamo amare il prossimo, ma perché in egli leggiamo una parte di noi ed in quanto tale possiamo soltanto amarla, così com'è.

Tanto io provo amore per qualcuno, tanto significa che lo provo per me stesso. Tanto amo me stesso, tanto riceverò amore dagli altri, perché anche gli altri in questione cambieranno o semplicemente si allontaneranno. 

Le difficoltà spariranno da sole

Quando il collega è inefficiente, il capo non ci capisce, il cliente è maleducato, il primo impulso è di rispondere a tono o peggio, mortificarci per l'accaduto.

Esiste però una terza opzione: cos'è che ha creato questa situazione? Cosa posso fare perché le condizioni migliorino?

Il solo chiederselo porta in seno le rispose, basta lasciarle maturare. Il solo riconoscere di essere responsabili di una situazione, l'osservare in noi un comportamento con amore o compassione, porta alla risoluzione del problema.  

Tu cambi, l'universo cambia di conseguenza.

Rispetta anche l'avversario

Stavo per concludere, quando ho letto la mail di Massimo, in cui mi segnalava una delle sue meravigliose composizioni. La sua pagina facebook: fotografie dell'anima, è di una dolcezza infinita!
Ve la consiglio.
Che sia anche oggi una giornata meravigliosa! 

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